giovedì, giugno 15, 2006, ore 21:29
"Questa notte è ancora nostra"
Ieri sera abbiamo fatto assieme ai nostri professori, la cena di classe.
Ritrovo davanti al Respighi per le 20:00. Ci siamo tutti, perfino chi è venuto a scuola un giorno sì e due no. I maschietti (compresi i professori) sono quasi tutti in camicia, tanto per dare una parvenza di serietà e di eleganza. Le femminucce (comprese le professoresse) sono quasi tutte in abito da sera, tanto per allietare la serata ai nostri occhi.
Tra un gruppetto di studenti che se la sghignazzano con i propri docenti e un prof che si mette a guidare la sua jeep sulla pista ciclabile (
), si fanno le 20:30 e pian pianino tutti si dirigono verso Viustino dove ci attende la trattoria.
Entrati, tutti prendono posto alla mensa formando una bellissima tavolata di circa 30 persone. Si parte con antipasto di salumi e torta fritta, si cominciano a versare i primi bicchieri di vino rosso e piano piano l'atmosfera si riscalda. La caraffa del vino diminuisce sempre di più mentre il nostro mitico assistente di laboratorio Ugo versa dei gran bicchieri di rosso alle mie due compagne equadoregne, che sembrano apprezzare il vinello del posto (
)...
Finiti gli affettati qualcuno si alza in piedi, si comincia a scherzare e finalmente si tira fuori il famigerato foglio contenente le più belle perle dei nostri professori. Bisogna infatti sapere che da circa 3 o 4 anni nelle mia classe vengono sempre messe a verbale le migliori frasi dei nostri docenti, o meglio quelle che fanno più ridere. Giovanni iniza a leggerle imitando perfettamente il nostro professore di italiano (presente al convivio): risate, schiamazzi e applausi accompagnano l'esilarante lettura. Gli imitatori si susseguono di frase in frase, di professore in professore, i docenti presenti arrosiscono, ridono e si meravigliano della nostra attenzione verso le loro parole.
Ci si ricompone un momento: in tavola sono arrivati tortelli e pisarëi e fasö. Tutti si riempono la bocca e la pancia, si sfiora il silenzio. Finiti i primi si finisce di citare le ultime perle di saggezza e presto arriva il dolce. Approfitto di questa portata per andare a prendere la chitarra, visto che ormai il vino ha schiarito l'ugola di ogni invitato. Mi metto in un angolo della sala per accordarla quando vedo entrare il mio capoclasse Alessandro con un carrello su cui si è prontamente sdraiato il mio professore di educazione fisica (che sfiora il quintale...) che a dorso nudo, con una mela in bocca e una carota nei pantaloni cerca di imitare una porchetta.
Si passa dunque al momento canoro, il professore di informatica sfodera la tua tastiera e per circa un'oretta si passano in rassegna gli ever-green italiani. Si canta a squarciagola e la professoressa di inglese tenta anche qualche passo di danza.
Ci siamo seduti a tavola verso le 21:00 e solo allora noto che è l'una meno un quarto... il tempo è volato, la voce comincia a calare un po', le guance sono rosse e tutti sono felici. Fuori dalla trattoria il professore di educazione fisica mette in fila i maschietti della classe e uno dietro l'altro ci "obbliga" (
) a baciare le due professoresse presenti. Si salutano i professori e insieme agli altri compagni di classe ci dirigiamo verso il liceo, il nostro liceo.
Ormai è l'una passata, si tirano le somme della serata, c'è chi addirittura propone di andare al locale Le Streghe di Sarmato (a quanto pare non si era cantato abbastanza...), si ripercorrono i momenti migliori della serata.
Qualcuno apre le portiere della sua macchina,
accende lo stereo al massimo
e tutti assieme sotto un cielo troppo scuro
intoniamo una canzone,
la nostra canzone.
Grazie.
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lunedì, giugno 05, 2006, ore 23:04
scarabocchiato da andreaPAG in
varie
Situazioni dolcemente surreali

Ore 21:30 di lunedì 5 giugno 2006: il sottoscritto Andrea e la sua metà artistica meglio conosciuta come "Allo" hanno consumato a un tavolino all'aperto di un bar in via Martiri della Resistenza due cioccolate calde mentre fuori il cielo tuonava e borbottava.
(Mai scritto un periodo così lungo e contorto)
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