venerdì, dicembre 30, 2005, ore 16:54
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lyons
Il Rugby: uno sport che tempra il fisico

Ieri sera c'è stato l'ultimo glorioso allenamento di rugby dell'anno 2005, che è stato più o meno così:
Arrivo infreddolito in sede e subito noto che il campo è interamente coperto da uno strato di neve alto circa 10 cm: un manto bianco, i pali del campo, una sottile cortina di nebbia bianco-azzurra e nient'altro. Aspetto insieme al Chicco (compagno di classe di WoG, nonchè unico mio compagno di squadra presentatosi) al bar l'arrivo dei vari allenatori. L'allenamento si sarebbe svolto assieme alla prima squadra (cioè quella che gioca in serie A) che in quest'occasione era solo in una dozzina di giocatori.
Io e il Chicco ci guardiamo in faccia e capiamo subito che voglia di allenarci non ne abbiamo tanta... gli allenatori intanto iniziano a parlottare tra loro, il preparatore atletico propone di andare ad allenarsi alla Palextra ma qualcuno della prima squadra ci è appena stato. Dopo qualche minuto il verdetto è deciso: tutti in campo.
Negli spogliatoi si continua a ridere a scherzare circa la situazione, chi più chi meno. Ci si veste adeguatamente alla condizione climatica: felpe, pile, giacche a vento e pantaloni lunghi. C'è addirittura un ragazzo che sopra ai calzettoni indossa due sacchetti di plastica, per evitare il congelamento delle dita dei piedi. Mi guardo attorno e noto di essere quello vestito meno: ho "solamente" due pile, due magliette, scalda-muscoli, pantalocini corti e calzettoni.
Esco comunque dagli spogliatoi assieme al Chicco e davanti a noi si presenta il campo da gioco: un'intera distesa di neve, fili d'erba non se ne vedono.
Il preparatore atletico ci fa fare qualche giro di campo, due o tre esercizi di stretching e un paio di esercizi per le spalle. Si procede dunque a degli scatti lungo il lato più lungo del campo e il fiato comincia a mancare. Arriva dunque il momento dell'allenatore vero e proprio della prima squadra che ci fa giocare a "toccato" (come il rugby però senza il placcaggio). Dopo mezz'oretta di puro divertimento il gioco comincia a scemare, il livello di concentrazione si abbassa e si decide di smettere.
Con i tacchetti delle scarpe ghiacciati, il tipico sapore di sangue in bocca rientro finalmente nei caldi spogliatoi, dove mi aspetta una bella doccia calda e una buona bottiglia di spumante prontamente stappata da una ragazzo della prima squadra per festeggiare tutti insieme la fine dell'anno.
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martedì, dicembre 27, 2005, ore 13:21
scarabocchiato da andreaPAG in
Scusi, cos'ha detto?

Spulciando un po' nel sito di Repubblica.it ho trovato delle simpatiche rubriche, tra cui una davvero interessante, intitolata "Carta canta".
Marco Travaglio, l'ideatore, metti in risalto l'incoerenza e la maestria dei maggiori esponenti della politica italiana riportando i loro numerevoli, e spesso contrastanti, commenti riguardo ad argomenti scottanti.
Vi invito a leggerlo alcune pagine che mi hanno fatto sorridere e pensare:
Il valore dell'amicizia
MargheRita Borsellino (pagina scritta dopo che Rita Borsellino vinse le primarie in Sicilia)
Solo tre, anzi nessuna
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lunedì, dicembre 26, 2005, ore 16:25
scarabocchiato da andreaPAG in
varie
Don't call me baby!

Questa sopra è la macchina della mia famiglia: la nuova Fiat Panda! Un bel po' di tempo fa mia madre si comprò uno dei primi modelli della Fiat Panda e l'anno scorso, dopo onorato servizio del vecchio bolide, abbiamo deciso di comprarci il suo seguito.
Viaggiando un po' nella rete, ho trovato una simpatica immagine: il vecchio modello della Panda da stampare, ritagliare ed incollare! Invito voi tutti a costruire con le vostre mani questo simpatico modellino di un'auto che ha fatto storia.

Clicca sull'immagine per ingrandirla
ps.: e non credete che sia un'auto per femminucce... anche lei può essere cattiva!
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